Visualizzazione post con etichetta torta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta torta. Mostra tutti i post

lunedì 10 maggio 2010

Crostata di frutta tout simplement


Mea culpa. Vi aspettavate la famigerata Biedermeier... la aspettate da tanto tempo... e io ora mi presento con una crostata di frutta... la verità è dura... lasciate che vi spieghi...
Sabato mattina: la lista degli ingredienti per il sacro mostro austroungarico era già pronta. Voi dovete sapere che io non vivo da sola indi la mia cucina in realtà non mi appartiene e men che mai mi appartengono i fondi per la spesa! Quale buona universitaria quale sono infatti l'unico lavoretto con cui riesco a rabbattarmi sono le lezioni private e con la sopravvivenza quotidiana da affrontare, i soldi per la Biedermeier proprio non sono rimasti. Dunque stavo per chiedere a mia mamma di finanziare i miei esperimenti ed ecco il problema: domenica è stata la festa della mamma, a mia nonna (a cui avrei dovuto portare la torta) la Biedermeier poteva non piacere, e dunque lei mi ha intimato di usare il SUO forno per altri scopi. Insomma non so se mi sono spiegata bene: abbiamo litigato. E alla fine ha vinto lei, nel senso che me ne sono uscita con una crostata di frutta delle più classiche... non che non ne sia felice, era molto bella e anche molto buona ^_^ ... però ormai, con 9 esami all'orizzonte e il caldo che avanza, vedo allontanarsi sempre di più la prospettiva del mio mostro austroungarico... uff...
Chiedo venia anche per questo mio lunghissimo periodo di assenza, ma vedete domani ho l'esame di archeologia e storia dell'arte giapponese, una cosa sulla statuaria buddhista in lacca secca e ci ho perso un po' di tempo ed energia.... perdoooooooooono! Ogni volta mi riprometto di essere più assidua, però con gli impegni che si susseguono è un po' dura...
Allora torniamo alle cose buone, che almeno quelle sono rassicuranti in tutto il loro contenuto megacalorico. Ecco le indicazioni per la crostata:

Un disco di pate sucrée di 24 cm di diametro.
(perdono ma non ho la A con l'accento circonflesso...)

140 g di burro a temperatura ambiente
75 g di zucchero a velo
25 g di mandorle in polvere
1 pizzico di sale
1/4 di 1 bustina di vanillina o la polpa di 1/4 di bacca di vaniglia
1 uovo medio a temperatura ambiente leggermente battuto
250 g di farina 00

N.B. Fate la pate sucrée la sera prima, lasciatela riposare una notte in frigo e il giorno dopo procedete con la cottura in bianco, ora vi do i dettagli. Io questa pasta la lavoro a mano, c'è chi la fa con il robot da cucina, ma io sono tradizionalista in fondo in fondo (penso di essere l'unica donna sotto i 30'anni a pestare le mandorle per farle in polvere nel MORTAIO di marmo...). Mescolare per bene le mandorle in polvere alla farina e disporre a fontana. Al centro lavorare l'uovo con lo zucchero a velo, la vaniglia e il sale. Poi velocemente aggiungere il burro a pezzettoni e lavorare il più in fretta possibile. La pasta vi sembrerà appiccisosa, molla. A voi non deve importare: anche se non è perfettamente liscia voi fermatevi, prendete della pellicola per alimenti, avvolegetevi la pasta schiacciandola un po' per ottenere un piccolo disco e mettete in frigo a riposare possibilmente per una notte. Se avete premura, considerate che deve riposare almeno quattro ore, altrimenti vi sarà impossibile lavorarla. Una volta pronta stendete la pasta su un piano infarinato ad uno spessore di circa mezzo centimetro e rivestite uno stampo circolare di 24 cm di diametro, precedentemente imburrato e infarinato. Bucherellate la superficie con la forchetta poi, usando un foglio di carta da forno un po' più grande del vostro stampo, riempite la pate sucrée di riso o legumi per evitare che si deformi durante la cottura. Far cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti o fino a quando la vostra pate sucrée assume un bel color dorato. Sfornare e lasciar raffreddare su una griglia.



Per la crema al limone
300 g di latte fresco intero
150 g di zucchero
40 g di farina 00
1/2 tuorlo
1 scorza di limone fresco grattugiato
1 bustina di vanillina
200 ml di panna fresca

Lavorare il 1/2 tuorlo con lo zucchero e la vanillina aggiungendo piano piano poco latte. Poi aggiungere il limone e la farina. Alla fine incorporare il latte rimasto e far cuore a fuoco lentissimo mescolando ininterrottamente fino a quando la crema non vela il cucchiaio di legno. Spegnere la fiamma e far raffreddare avendo cura di poggiare sulla vostra crema la pellicola per alimenti, così eviterete di formare quella fastidiosa patina superiore che vi fa i grumi... e a noi i grumi proooooooprio non piacciono. Alla fine montate la panna e incorporatela alla crema con estrema delicatezza, come se fosse una mousse. Potete fare la crema anche il giorno prima, l'importante è aggiungere la panna solo alla fine. Una volta pronti riempite il vostro disco di pate sucrée di crema e lasciate riposare in frigo mentre vi preparate per la decorazione.

Per la decorazione

5 foglie di ananas tagliate ad un'altezza di circa 6 cm
1 mela
2 kiwi
circa 10 more
200 g di fragole
una manciata di ribes
una manciata di mirtilli
gelatina neutra
zucchero a velo

Non so qui se sia il caso di descrivervi passo passo come tagliare le fragole, però posso dirvi che per la decorazione della crostata di frutta basta sbizzarrirsi con la fantasia e il risultato è assicurato. Io personalmente ho preso spunto da un video che vidi tempo fa su italianfoodnet.com

Alla fine a mia nonna è piaciuta tanto e io sono molto contenta... però quando avrò la mia Biedermeier??????? Ai posteri l'ardua sentenza!

Un bacio a tutti e fatemi in bocca al lupo per domani!!!!!

lunedì 26 aprile 2010

Linzer Torte: ganz klassisch!


Scommetto che mi avevate data per morta. In realtà invidio tanto le persone che riescono a scrivere sul proprio blog quasi ogni giorno: io è da ormai due settimane che non riesco a trovare nemmeno un attimo per accendere il pc e peggio che mai per mettermi a pasticciare in cucina! Che disperazione!!! Eppure ci sarebbero tante cose in cui vorrei cimentarmi, una su tutte la famigerata Biedermeiertorte di cui tanto vi ho parlato, ma che al momento è solo ancora un sogno. L'occasione si è finalmente ripresentata domenica: forse alcuni di voi si ricorderanno del corso di archeologia e storia dell'arte musulmana del lunedi mattina o meglio dell'appuntamento con la colazione delle 8. Per chi fosse stato assente, io e i miei colleghi il lunedi mattina alle 8 abbiamo lezione appunto di archeologia musulmana e, per allietare questo appuntamento fin troppo mattutino, a rotazione portiamo ognuno un dolcino per fare colazione tutti insieme. Dal momento che non sono ancora stufa dei grandi austroungarici, oggi che era il mio turno la classe si è beccata la Linzer Torte! Voi direte 'Ma è una crostata, niente di più, niente di meno!' e invece no... allora fate i bravi, leggetevi la ricettina tratta dal solito librone di ricette in tedesco e poi mi farete sapere!

Linzer Torte (22-24 cm di diametro)

250 g di farina 00
250 g di zucchero
150 g di mandorle in polvere (io ho lasciato anche dei pezzi un po' più grossi)
100 g di mandorle pelate intere (vi serviranno per guarnire il perimetro della torta)
1/2 cucchiaio di cannella
1 cucchiaino di polvere di chiodi di garofano
250 g di burro
1 uovo
200 g di confettura di frutti di bosco (io ho usato quella di mirtilli e rabarbaro, ma anche una ai lamponi va benissimo, basta che non sia eccessivamente dolce)
burro e farina per lo stampo
zucchero a velo per decorare

Con la farina, lo zucchero, le mandorle in polvere, la cannella, i chiodi di garofano, il burro e l'uovo ottenere velcemente un impasto tipo frolla (ricordate che più lavorate con le mani la frolla, più dopo la cottura perde in friabilità), avvolgere nella pellicola per alimenti e lasciare in frigo per 30 minuti. Preriscaldare il forno a 180°. Prelevare 3/4 dell'impasto e con l'aiuto di un matterello stenderlo su un piano infarinato. Lo spessore in realtà è quello che preferite: a me non piace troppo sottile, direi che poco più di mezzo centimetro potrebbe andar bene. Imburrate e infarinate lo stampo (io continuo imperterrita ad usare l'anello) e rivestite con con la pasta. Stendete la confettura ed infine dalla pasta rimasta ricavate delle strisce spesse un paio di centimetri e disponetele a griglia. Ritagliare la pasta in eccesso e decorare con le mandorle intere. Infornare per circa 45 minuti. Sfornare, lasciar raffreddare e spolverare con lo zucchero a velo. Pare che sia piaciuta molto e alla fine questo è l'importante! Chissà lunedi prossimo che ci aspetta!!!

Baci a tutti!!!!!

domenica 4 aprile 2010

Esterhàzytorte e buona Pasqua per tutti!!!


Buona Pasqua a tutti!!! Tantissimi auguri!!! Immagino che oggi ci avrete dato dentro a tavola: non so voi, ma io tra casatielli, agnello, tortellini e minestre ho fatto proprio la maleducata ^_^ Poi io sono una napoletana atipica. La famosa pastiera, che credo molti di voi conosceranno, non riesco nemmeno ad annusarla, è davvero uno dei pochi dolci che non amo per niente. Quindi, dopo la Sacher, mi sono consolata con un altro grande austroungarico: la Esterhàzytorte! Voi non lo sapete, ma quando abitavo a Vienna ne mangiavo quantità industriali con conseguenze disastrose sulla mia linea e rifarla è sempre stato un pallino. Altro grande austroungarico che farò a breve è la Biedermeiertorte, la torta in assoluto più buona sulla faccia della terra, quindi preparatevi, la mia è una minaccia!
Per il momento beccatevi questa super torta ipercalorica, il tutto condito con i miei migliori auguri di una felice Pasqua e pasquetta!

Esterhàzytorte (per una torta di 22 cm di diametro)

Ingredienti per 5 dischi di pasta merinagata alle nocciole:
150 g di nocciole tritate finemente
240 g di zucchero
80 g di farina
10 albumi a temperatura ambiente
250 g di burro

Preriscaldare il forno a 180°. Far sciogliere il burro a bagnomaria e nel frattempo montare gli albumi con lo zucchero. Far intiepidire il burro ed unirvi la farina setacciata e una parte delle nocciole. Con una spatola incorporare lentamente il composto a base di burro agli albumi cercando di farli smontare il meno possibile. Terminare aggiungendo le restanti nocciole. Dividere questo composto in 5 tortiere (preferibilmente a cerniera) di 22 cm di diametro o in una sola tortiera per 5 infornate e fate cuocere per circa 20 minuti, minuto più minuto meno: lo strato dev'essere spesso mezzo centimetro circa e per la cottura regolatevi con il colore, dev'essere caramello. Una volta sfornati, far raffreddare i dischi di pasta su una griglia. Non li sovrapponete o si attacheranno, mi raccomando usate la carta da forno! Volendo potete fare i dischi anche la sera prima, così non vi ammazzerete di lavoro tutto insieme!

Ingredienti per la crema al burro alla vaniglia (ricetta del signor Hermé):
600 g di zucchero
250 gdi acqua
la polpa di una bacca di vaniglia (io ho usato quella profumatissima del Madagascar che mi ha mandato Ele)
7 tuorli medi freschi a temperatura ambiente
490 g di burro morbido

Versare in una casseruola l'acqua, lo zucchero e la polpa della bacca di vaniglia. Far bollire senza mescolare per 10/15 minuti. Contemporaneamente battere poco e lentamente i tuorli con il mixer giusto per romperli. Versare a filo lo sciroppo caldo nei tuorli facendo attenzione a non farlo capitare sulle fruste e battere a velocità fra il medio e rapido fino a quando il composto non si fredda (il tutto durerà circa 10 minuti, mi raccomando il tutto deve diventare freddo!). Nel frattempo con una spatola lavorare un po' il burro per renderlo morbido. Ora regolare il mixer su lento e incorporare il burro in circa 12 volte, lasciando che volta per volta il pezzetto di burro si amalgami per bene. La crema deve risultare liscia e omogenea: se fosse troppo molle per essere stesa basta metterla un po' in frigo e al momento di utilizzarla la si lavora un po' con la spatola o con il mixer.

Montaggio e finitura del dolce:
Pasta di zucchero necessaria per coprire solo la parte superiore della torta
1 cucchiaio di confettura di albicocche
150 g di cioccolato fondente
100 g di granella di nocciole

Aiutandovi con un anello di 22 cm di diametro sovrapporre i dischi di pasta intervallati dagli strati di crema. Attenzione: io il primo e l'ultimo disco li ho lasciati dello stesso diametro dell'anello, mentre gli altri 3, quelli centrali, li ho fatti un po' più piccoli... questioni estetiche, ma volendo potete fare quello che più vi piace. Se fate come ho fatto io, nell'intervallo tra il disco di pasta e l'anello bisogna metterci la crema al burro, magari aiutatevi con una sac à poche. Altro trucchetto: per non far diventare la torta troppo alta e troppo pesante, la crema deve avere più o meno lo stesso spessore della pasta. Una volta chiuso con l'ultimo strato, spennellatelo con la confettura. Stendete la pasta di zucchero e adagiatela sulla torta: con l'aiuto dell'anello ritagliate la pasta in eccesso e mettete in frigo per far assestare. Nel frattempo far sciogliere una metà del cioccolato a bagnomaria e dell'altra metà farne tutte scagliette. Togliete la tortina dal frigo e sollevare l'anello. Con l'aiuto di un conetto o di una sac a poche con un beccuccio piccolo piccolo far colare il cioccolato a righe strette e parallele. Velocemente poi, prima che si indurisca, tirare il cioccolato perpendicolarmente prima da una parte poi dall'altra con l'aiuto di uno stuzzicadenti. Far aderire la granella di nocciole ai lati della torta e decorare il bordo superiore con le scagliette di cioccolato. Uff, ed è tutto, che faticaccia!!! ^_^
Ancora tantissimi auguri a tutti!!!! Un bacio grandissimo e a presto!!!!

domenica 28 marzo 2010

Sachertorte ovvero 'mi fai una torta che non servono i piattini?'


Non vi spaventate, il nome di questo post ha una logica spiegazione, ovviamente molto lunga, della quale mi accingo a parlarvi nelle prossime righe prima dell'agognata ricetta. Indi, se qualcuno si annoiasse, può tranquillamente saltare l'intro, lo capisco e compatisco. Ok, cominciamo.
Venerdi 26. Matteo, la mia metà, si è laureato con lode e tanti complimenti in chimica. Non ha voluto nessuna festa, l'unico vezzo che ci siamo concessi è stato mangiare qualche dolcino con tutti i presenti alla proclamazione nell'aula dell'università riservata ai dottorandi del suo gruppo di ricerca. Ovviamente c'erano spumante, bibite varie ed eventuali, rustici di sfoglia e pizzette appetitose, piccola pasticceria a volontà, tutto rigorosamente all'insegna della praticità, da mangiare con le mani, magari in piedi, al volo. Ed è in questo frangente che Matteo mi chiese, tre giorni prima della laurea, se potevo fargli una tortina che si potesse mangiare con le mani. E io, secondo voi, potevo mai dirgli di no? Mi sono arrovellata su quale torta avrei potuto preparare, una ciambella mi sembrava troppo secca, un pavé troppo insignificante, un cake sa troppo di colazione. Del resto una laurea è pur sempre una laurea ed esige una torta degna di questo nome! Ed è qui che sono riaffiorati i ricordi dei miei trascorsi viennesi, quando facevo i raid nelle pasticcerie alla ricerca della sacher migliore... bei tempi andati (alla fine giunsi alla conclusione che la miglior torta austriaca per me è la Biedermeiertorte, una cosa con 50.000 strati uno più buono dell'altro, ma questa è un'altra storia)! Quella della torta Sacher è una ricetta travagliata: c'è chi la fa così, chi la fa cosà. Io avendo vissuto lì 6 mesi e avendo bene o male una cognizione abbastanza sicura di come dovrebbe essere una Sacher, alla fine ho scelto la ricetta che sto per darvi. Unico avvertimento: voi forse saprete che la più grande diatriba riguardante questa torta è la glassa che la ricopre. Un dato di fatto è che tutta la superfice dev'essere spennellata di confettura di albicocche altrimenti la glassa non aderisce (vi spiegherò bene dopo, tranquilli). Con la glassa al cioccolato io baro un po': già quando abitavo lì a Vienna usavo della glassa pronta buonissima della ditta Manner, strafamosa per i wafers dal caratteristico involucro rosa. Questa glassa, a differenza di quelle che ho provato a fare in casa, resta morbida e acquista una lucentezza davvero meravigliosa. Ora che purtroppo a Vienna non abito più, mi sono dovuta ingegnare. Mea culpa, ho cominciato ad usare la glassa al cioccolato pan degli angeli, la trovo veramente buona, facile da usare e sinceramente mi sento vivamente di consigliarvela.
Bene, penso che le premesse siano terminate, ora procediamo con la ricettina ^_^

Sachertorte (circa 26 m di diametro)

225 g di burro a temperatura ambiente
200 g di zucchero
9 uova
250 g di cioccolato fondente
225 g di farina autolievitante
10 cucchiai circa di confettura di albicocche
glassa al cioccolato e codette di cioccolato per guarnire

Preriscaldare il forno a 180° e imburrare ed infarinare uno stampo di circa 26 cm di diametro. Preparare un bagnomaria per sciogliere il cioccolato fondente. Contemporaneamente in una terrina lavorare a crema il burro morbido a temperatura ambiente con lo zucchero. Separare gli albumi dai tuorli ed aggiungere questi ultimi, uno alla volta, al composto di burro e zucchero. Aggiungere il cioccolato fuso e lasciato intiepidire. Dopo aver amalgamato tutto per benino, tenere questo impasto da parte. Ora montare gli albumi a neve ferma. Incoporare ora al composto cioccolatoso un cucchiaio di farina e poi un cucchaio di albumi, fino ad esaurimento scorte. Mi raccomando unite sempre mescolando dal basso verso l'alto, con moooolta lentezza. Versare questo succulento impasto nella teglia ed infornare a 180° per circa 40/45 minuti. Ovviamente non aprite il forno prima che sia passata mezz'ora e per controllare la cottura fate la solita prova coltello: infilate la lama nel dolce e se esce asciutta vuol dire che la torta è cotta. Sfornare e far raffreddare su una griglia. Solo ad avvenuto e totale raffredamento, tagliare la torta in 3 dischi cercando di essere il più accurati possibile. Spalmare la confettura sul primo disco, poi sul secondo ed infine su tutta la superficie della sacher: questo fondo albicoccoso aiuterà la glassa ad aderire meglio. Far colare ora la glassa ovunque e, prima che si indurisca, rivestire i lati della Sacher con le codette di cioccolato. Io su ci ho fatto dei ghirigori con la glassa di risulta, però voi potete fare un po' quello che vi pare!
Ah, un suggerimento. Fatela il giorno prima: più sta, meglio è!
Ora vi lascio, che sono influenzata e nonostante ciò mi sono messa stoicamente a scrivere il post. Non merito un piccolo applauso? ^_^

Baci a tutti!!!!

venerdì 5 marzo 2010

Torta perlata o qualcosa di simile...



Riprendiamo il discorso lasciato in sospeso ieri sera: eravamo rimasti con la mia cucina che puzzava di brodo, io che volevo fare un dolce, io che non ero soddisfatta del dolce suddetto... insomma un disastro. Oggi a mente lucida ho riguardato per bene il dolce e ho deciso che in fondo in fondo non era poi così terribile.
In realtà ero partita con l'idea di preparare una ricotta e pere in versione stratificata. Poi ho scoperto che le ultime due pere erano ormai andate, troppo molli e ho dovuto desistere. Ma avevo la ricotta e la panna ed un vasetto di confettura di mirtilli e rabarbaro. Così è venuta fuori una cosa come si dice a Napoli 'nzertata' ovvero mischiata. Si tratta di una torta a strati alterni di pasta meringata alle nocciole, confettura e ricotta. Ora vi do tempi e dosi!

Torta perlata (nome tratto dalle evidenti perle che ho usato come decorazione e che non ha nulla a che vedere di fatto con la torta ^_^)

Pasta alle nocciole:
6 albumi
12 cucchiai di zucchero
3 cucchiai di farina
150 g di burro fuso e fatto intiepidire
9 cucchiai di nocciole tritate e tostate

Montare gli albumi a neve con lo zucchero, incorporare poi piano piano la farina setacciata e le nocciole. Solo alla fine aggiungere il burro a filo stando attenti sempre a non far smontare gli albumi. Foderare due placche rettangolari piuttosto grandi con della carta da forno , stendere con l'aiuto di un cucchiaio la pseudomeringa e cuocere a media altezza in forno già caldo a 160° per circa 10 minuti. Togliere la carta da forno prima che la pasta si freddi altrimenti diverrà impossibile. Anche se si rompe non preoccupatevi: in fase di assemblaggio potrete rimontare i pezzi!

Per la crema di ricotta:
300 g di ricotta fresca e buona
200 g di zucchero
250 ml di panna montata

Mescolare la ricotta con lo zucchero e incorporare i 3/4 della panna. Il resto vi servirà per fare l'ultimo strato su cui adagiare le perle.

In fase di assemblaggio sovrapporre uno strato di pasta, un filo di confettura di mirtilli e rabarbaro (ma volendo va bene qualsiasi confettura non troppo dolce) e la ricotta fino ad esaurimento scorte. Alla fine terminate con la panna e livellate nel modo migliore possibile. Fate riposare in frigo e solo alla fine decorate con delle perle.

Se consideriamo la situazione tragica della mia cucina ieri pomeriggio, questo è veramente il meglio che potessi fare. Prometto che la prossima andrà meglio!

Un bacio a tutti ^_^

martedì 16 febbraio 2010

Delicatissima Birnenkuchen



Nel meraviglioso libro acquistato nel mio peregrinare tedesco, tra le prime ricette compare questa: la Birnenkuchen ovvero la torta di pere. Ora le pere in pasticceria, con il boom della torta ricotta e pere, diciamolo sono un po' usate e abusate: con la ricotta, le noci, con il cioccolato bianco and so on. A me, che tra l'altro le pere non le amo nemmeno particolarmente, questa torta è piaciuta soprattutto per la sua semplicità: solo pere, pinoli e uvetta. E credetemi a volte la semplicità premia: è delicata, friabile, umida al punto giusto, insomma non potevo aspettarmi di meglio dalla mia ricetta made in Deutschland.
Allora vediamola com'è fatta questa bimba!

Birnenkuchen (dal libro Backen, NGV edizioni, ovviamente in tedesco e con qualche piccolissima modifica ^_^)
Per una torta da 22 cm di diametro + 3 tortine oppure per una torta più grande da 28 cm di diametro.

300 g di burro
400 g di farina 00
200 g di zucchero
1 uovo
1 tuorlo
1 presa di sale
4 pere Williams
100 g di uvetta
50 ml di vino dolce
50 g di pinoli
zucchero a velo per spolverare

Disporre la farina a fontana sul piano di lavoro, lavorare al centro le uova, 160 g di zucchero e il sale. Velocemente ridurre il burro a fiocchetti e impastare tutti gli ingredienti il meno possibile. Avvolgere l'impasto nella pellicola per alimenti e far riposare in frigo per 30 minuti. Nel frattempo accendere il forno a 160/180°. Tagliare le pere a dadini non troppo grandi. Nel frattempo far ammorbidire l'uvetta prima in acqua calda e in seguito lasciare in ammollo per 10 minuti nel vino. Tostare i pinoli in una padella senza l'aggiunta di ulteriori grassi. Ora uniamo le pere all'uvetta, ai pinoli e ai restanti 40 g di zucchero: questa 'macedonia' sarà il ripieno della nostra torta. Imburrare e infarinare lo stampo (io ho usato un anello da pasticceria da 22 cm di diametro + 3 stampini da crostatina monoporzione). Prendere la pasta dal frigo e stenderla sottile (mezzo centimetro): rivestire il fondo della torta, riempire con le pere e coprire con la restante pasta. Modellare i bordi, bucherellare con la forchetta tutta la superfice e infornare. Deve cuocere a media altezza pr circa 1 ora. Non vi spaventate se durante la cottura la pasta si affloscia sulle pere: è normale, lo deve fare, così la superfice della torta seguirà il profilo delle pere. Una volta fuori, lasciar freddare, sfilare l'anello e decorare con zucchero a velo.
Vi assicuro, è un bontà. L'ho fatta ieri sera alle 10 ed è già finita. Tutta, comprese le tortine!

Un baciooooo... prossimamente un'altra ricettina (salata....) made in Deutschland!


martedì 29 dicembre 2009

Charlotte, rivisitata e corretta in versione natalizia


Un giorno, non molti giorni fa, decisi che era il tempo di ricominciare a piastricciare in cucina. E' stato perchè ho incontrato un pacco di savoiardi in uno scaffale del supermercato e mi sono ricordata che non servono solo per il tiramisù, ma anche per una lunga serie di altre cose buone, tra cui la sopracitata Charlotte. Non avendone mai fatta una, pensai fra me e me di farne una mini, con una cremina facile, che se fosse venuta buona e soprattutto guardabile l'avrei regalata. Poi vidi che funzionava e allora, essendo stata invitata al pranzo di Natale a casa della mia dolce metà, presi la solenne decisione di fare una Charlotte bella, grande e adatta al 25.

Charlotte di crema pralinée e pasta biscuit

Ho cercato tra decine e decine di libri di cucina, e devo dire abbastanza mestamente, che la stragrande maggioranza delle charlotte che ho consultato sono farcite con della semplice panna e savoiardi, se siamo fortunati con della chantilly e pan di spagna. Mea culpa che ho dei libri così monotoni, direte voi, ma io volevo di più e così mi cadde l'occhio sulla farcia della Paris-Brest, che a me tanto piace. Essendo piuttosto lungo il procedimento, e temendo di precipitare nell'incomprensibile, descriverò passo passo tutti i passaggi che ho seguito in ordine cronologico.

Per prima cosa ho preparato una crema pasticcera classica con 3 tuorli, 2 cucchiai di farina, 2 cucchiai di zucchero, 3 dl di latte, una bustina di vanilina e un pezzetto piccolissimo di scorza di limone (giusto per ammazzare la puzza d'uovo). Si lavorano i tuorli con lo zucchero e la vanillina fino ad ottenere una crema chiara e spumosa, poi si aggiune la farina (sempre lavorando con un frullino per evitare grumi) ed infine il latte e la scorzetta di limone. Poi si mette il tutto in un pentolino a cuocere a fuoco dolcissimo, sempre mescolando (e mai grattando il fondo della pentola), fino a quando la crema si sarà addensata. Fatela raffreddare in una pirofila e coprite la crema con della pellicola alimentare.

Nel mentre la crema si fredda passiamo al capitolo 2: la pasta biscuit. Preriscaldare il forno a 180°. Lavorare 5 tuorli con 100 g di zucchero a velo e un pizzico di sale, fino allo stadio di cremoso e spumoso (il solito insomma). Ora aggiungere a cucchiaiate 150 g di farina, lavorando energicamente per non far formare grumi. Montare da parte 5 albumi con 80 g di zucchero a neve ferma. Una volta pronti, aggiungerli con attenzione al composto di tuorli e farina e mescolare sempre dal basso verso l'alto per non smontare gli albumi. Ora versare questo impasto, che sarà moooolto soffice, in due stampi foderati di carta da forno di circa 20/22 cm di diametro (mi spiego: dovrà essere dello stesso diametro della charlotte meno lo spessore dei savoiardi, volendo potete ritagliare il biscuit a misura) ed infornare per circa 10/15 minuti, fino a quando la pasta sarà leggermente dorata. Far raffreddare su una griglia.

Ora la terza fase, ovvero sistemiamo questa crema. Fare un croccante di nocciole con 8 cucchiai di zucchero e 100 g di nocciole tritate e stenderlo sottile. Una volta freddo ridurlo in polvere (oh che espressione possente! ^_^) con un mortaio o un batticarne. Aggiungere questa 'polvere' alla crema pasticcera precedentemente preparata e mescolare. Qui in genere si aggiunge del cioccolato: io non ho potuto perchè in famiglia c'è chi non lo gradisce, così l'ho sostituito con 2 cucchiaini di crema di nocciole realizzata con miele d'acacia dell'Irpinia (souvenir da Montemiletto) e ho mescolato per bene. Montare 200 ml di panna fresca. Unire i 3/4 della panna alla crema e tenere da parte il resto per guarnire.

Passiamo al montaggio: qui è indispensabile un anello da pasticcere di 22 cm di diametro. Sistemate l'anello sul piatto che più vi aggrada e disponete tutto intorno dei savoiardi tagliati a metà fino a completare la ciconferenza. Mettete sul fondo, ben incastrato con i savoiardi, il primo disco di pasta biscuit. Volendo potete bagnarlo con uno sciroppo di acqua, zucchero e rum. Continuate con la crema e poi chiudete con l'ultimo disco. Con la panna rimasta coprite per bene la superficie della charlotte e guarnitela tutt'intorno con dei ciuffetti. Io ho usato anche delle nocciole caramellate e una griglia di caramello come decorazione: ovviamente la fantasia è ben accetta! Prima di servire la charlotte ha bisogno di almeno un paio d'ore di assestamento in frigo con il suo bell'anello intorno. Una volta fuori, togliete l'anello e guarnite con dei nastri a piacere, e che siano scenografici! Si mangia che è un piacere!


lunedì 5 ottobre 2009

Uhhhh, anch'io, anch'io!!!



E non potevo proprio farcela a resistere al giochino d'autunno ... la tentazione è stata grande, ci ho pensato e ripensato, poi questo caldo ancora ad ottobre non è che favorisca proprio la proliferazione di idee per così dire fall style... però non potevo lasciarmelo sfuggire, è troppo divertente! E così gira e rigira, ho visto la luce...
Ecco che ho combinato:

Rose d'autunno... un improbabile connubio...

Ingredienti:
400 g di farina 00
3 tuorli
3 cucchiai d'olio
1 cucchiaio di zucchero
150 g di latte
25 g di lievito di birra
1 pizzico di sale
150 g di burro
150 g di zucchero (a parte rispetto al cucchiaio)
una manciata di uvetta
.... gli ingredienti aggiunti, ahimé, sono due.... la scorzetta di un limone grattuggiato e una mela... non sono riuscita a far di meglio.... va bene uguale?

Per prima cosa bisogna far sciogliere i 150 g di burro e i 150 g di zucchero insieme a bagno maria. Nel frattempo si dispone la farina a fontana e si mettono al centro i tuorli, l'olio, il cucchiaio di zucchero, il limone grattugiato e un pizzico di sale: si iniziano a mescolare questi ingredienti. Far intiepidire il latte, sciogliervi il lievito ed unirlo all'impasto al centro della fontana. Lavorare con la farina fino a formare un impasto liscio e che non attacchi alle mani. Spolverare il piano di lavoro con della farina e stendere la pasta ottenuta in una sfoglia sottile circa mezzo centimetro. Ora bisogna spalmare sulla sfoglia il burro fuso con lo zucchero. Preriscaldare il forno a 110°. Adesso ci occupiamo del ripieno: prendere una mela (della varietà che preferite), tagliarla a pezzetti molto piccoli e spargerli con l'uvetta sulla sfoglia. Si arrotola la pasta come una girella e la si taglia in pezzi di circa 5 cm l'uno. Imburrare e infarinare la vostra teglia (n.b. per una teglia di 20 cm di diametro sono serviti 11 pezzi, quindi quando eseguite l'operazione 'taglio' regolatevi per riempirla tutta). Ora pezzo per pezzo sistemarli nella teglia partendo dall'esterno: bisogna aver cura di cercare di chiudere il fondo di queste girelline, altrimenti una volta disposte nella teglia tutto il burro, la mela e l'uvetta colerebbero sul fondo... Finalmente possiamo infornare, a 110° (non di più, altrimenti il burro si brucia) per circa 60 minuti: per la cottura bisogna regolarsi a occhio, il mio forno fa gli scherzetti! In ogni caso vale la regola che quando la superficie del dolce è dorata, CI SIAMO!

E questo è quanto... ma andrà bene? Paoletta, a te l'ardua sentenza ^_^


Con questo pasticcio partecipo al giochino d'autunno! Ehhhhhhhhh!!! ^_^


martedì 9 giugno 2009

Torta mimosa, ovvero come esordire


Rettifico: non mi andava di iniziare un foodblog con una tortina all'uncinetto, è una presa in giro per lo stomaco! E allora sono andata a spulciare negli archivi fotografici stipati nell'hard disk esterno e ho trovato questa. Sebbene sia una torta 'classica', è sempre buona la mimosa. Ve la presento secondo la ricetta della mia mamma, ovvero come la ama la mia nonna e non solo lei
( premetto che gli ingredienti sono del tutto 'casalinghi' e a volte, ad es. per lo sciroppo, sono regolati a occhio ).

Ingredienti ( Pan di Spagna )
  • 6 uova
  • 250 g di farina 00
  • 250 g di zucchero
  • 1 bustina di vanillina
  • 1 bustina di lievito pan degli angeli
  • 1 pizzico di sale
Sbattere le uova intere con lo zucchero. Quando le uova saranno gonfie e spumose aggiungere man mano gli altri ingredienti. Imburrare e infarinare una teglia di circa 24 cm di diametro ( che abbia dei bordi alti perchè il pan di spagna tende a sollevarsi molto durante la cottura ),versarvi l'impasto e cuocerlo in forno preriscaldato a circa 160°: n. b. mettere possibilmente il pan di spagna nella zona centrale del forno in modo che si cuocia uniformemente e non aprire prima che sia passata mezz'ora ( altrimenti la torta letteralmente viene giù! ). Dopo si può controllare l'andamento della cottura utilizzando uno stecchino e infilandolo nel pan di spagna: se è asciutto spegnere il forno. Far raffreddare su una griglia e tagliare in seguito il pan di spagna in 3 dischi uguali: la parte centrale vi servirà a ricavare le 'mimose' per decorare la torta.

Ingredienti ( crema )
  • 3 tuorli
  • 2 cucchiai di farina OO
  • una scorza di un limone fresco
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 3 dl di latte intero o parzialmente scremato
  • 1/2 l di panna da montare
  • 1 tazzina da caffé di liquore amaretto
In un tegame battere i tuorli con lo zucchero, aggiungere i 2 cucchiai di farina, il latte ed infine la scorza di limone. Mettere il tegame sul fuoco, a fiamma bassa: portare ad ebollizione stando attenti a mescolare costantemente ( è preferibile un cucchiaio di legno )- la crema tende ad attaccarsi facilmente al fondo... non appena la crema si addensa, togliere la scorza di limone e spegnere la fiamma. Mentre la crema si raffredda montare la panna e in seguito incorporarvi il liquore amaretto. Prendere un'abbondante metà della panna ed incorporarla nella crema.

Preparare uno sciroppo per bagnare il pan di spagna: si utilizza acqua, zucchero e liquore amaretto. Le quantità di zucchero e liquore sono a discrezione personale ( c'è a chi piace più dolce, chi meno ecc ). Mettere lo sciroppo sul fuoco fino a che tutti gli ingredienti si amalgamano per bene.

Prendere il primo disco di pan di spagna, poggiarlo su un piatto da portata e bagnarlo con lo sciroppo caldo. Ricoprire di crema, facendo attenzione a tenerne da parte un po' per la copertura della torta. Chiudere con il secondo disco di pan di spagna ( non quello centrale! Quello serve per i quadratini di mimose! ). Bagnare anche il secondo disco con lo sciroppo.
Con la restante parte della crema ( alla quale potete aggiungere la panna montata rimasta in precedenza ) ricoprire la torta, bordi compresi. Con il terzo disco di pan di spagna ricavare tanti piccoli quadratini e adagiarli sulla torta facendoli ben aderire alla crema. Spolverizzare con lo zucchero a velo o decorare a piacimento con mimose ( quelle nella foto sono finte, la mia mamma è allergica, non è il colmo?!?!? ).

Questa è la versione più gettonata a casa mia: leggendo leggendo sui blog, ho scoperto che esiste un modo per ottenere un pan di spagna bello alto anche senza usare il lievito... proverò questa tecnica al più presto, nel frattempo ditemi cosa ne pensate di questa torta tutta gialla!

Meditation in progress



E' vero, non si mangia. Però questa piccola tortina all'uncinetto mi sembrava indicata per iniziare questo blog. In realtà negli ultimi tempi ho realizzato molte cose simpatiche, ad esempio le praline al matcha, cioccolato bianco e pistacchi, oppure del riso al matcha ( che penso riproporrò a quella cavia della mia metà in accostamento al salmone ), o ancora della mousse al cioccolato e arance... ma la verità è che di tutte queste cose non ho fatto neanche una foto, maledetta voracità! E ora dovete accontentarvi di una tortina all'uncinetto ( sempre fatta dalla mie manine ) nell'attesa che mi metta di nuovo ai fornelli e che soprattutto faccia delle foto decenti. Vi do delle anticipazioni: sto cercando di organizzare una bella cenetta a base di finger food e tante piccole delizie per festeggiare la fine dell'anno accademico e i tanti esami dati. Ai prossimi giorni i primi esperimenti. La mania per le monoporzioni mi è venuta gironzolando tra i blogs, anche se ad onor del merito, è stato il cavoletto ( http://www.cavolettodibruxelles.it/ ) che mi ha fatto venire una voglia con quel suo pdf! E ora che ho finalmente liquidato gli esami di archeologia cinese e antichità della Nubia cristiana posso finalmente prendere in considerazione l'idea di vuotare il portafogli, svaligiare il supermercato e devastare la mia cucina. La mia mamma mi odierà per questo... ma voi no vero? ^__^

A presto allora!

LinkWithin

Blog Widget by LinkWithin